Luis Muriel, il fenomeno che le grandi d’Europa non considerano

Luis Muriel è la vera rivelazione della nostra Serie A, che già lo conosceva. Tra gioie e dolori, conosciamo la punta dell’Atalanta

Luis Muriel, dalla Colombia all’Italia

Muriel è l’esempio di come, a volte, il destino possa remare contro. Tutti conosciamo le grandissime abilità tecniche e tattiche del colombiano, ma in pochi sanno la storia della sua carriera, fatta di alti e bassi e di enormi delusioni. La sua avventura nel professionismo nasce nella sua patria, con il Deportivo Calì nel 2009, con cui riesce a siglare nove gol in undici partite. Le sue movenze ricordavano Ronaldo “il Fenomeno” e proprio per questo l’Udinese fu la prima squadra a notare il classe 1991. I friuliani, però, non erano ancora convinti pienamente delle qualità di Muriel e per questo decisero di mandarlo in prestito in Spagna al Granada, club di proprietà della famiglia Pozzo, la stessa che possedeva l’Udinese.

Nella penisola iberica, però, nessuno gli dà fiducia e nel 2011 torna ad Udine dopo aver collezionato sette presenze e nessuna rete. Non essendo ancora convinta, l’Udinese cede Muriel al Lecce e qui inizia la svolta. Segna il suo primo gol il 4 dicembre 2011 contro il Napoli e nelle successive giornate dimostra di avere in mano le sorti del Lecce, che lottava per non retrocedere. A gennaio del 2012, viste le prestazioni, l’Udinese decide di riprenderne la proprietà, ma lasciandolo in prestito ai salentini. La cavalcata del colombiano non si ferma e colleziona gol su gol, record su record, tanto da fare una doppietta alla Roma. Nonostante le prestazioni di Muriel, però, il Lecce retrocede.

Luis Muriel, il ritorno all’Udinese e l’arrivederci all’Italia

La tristezza dura poco, perché la stagione successiva il colombiano torna all’Udinese, restando quindi in Serie A. È proprio nel 2012 l’anno migliore di Muriel, che con 11 gol in 22 partite, risulta il secondo miglior marcatore dei friulani dopo Di Natale. Negli anni successivi l’avventura di Muriel continua nel migliore dei modi, ma non da risultare imprescindibile. La famiglia Pozzo, infatti, nel gennaio del 2015 decise di venderlo per la modica cifra di 10,5 milioni alla Sampdoria, continuando così la sua permanenza in Serie A. Il motivo vero, però, sembra essere stato il problema peso dell’attaccante. Muriel sembrava sovrappeso e all’inizio di ogni stagione, la tenuta fisica era molto breve.

Cambio di regione, ma non cambia la sostanza. A Genova Muriel si supera ed esordisce subito con un gol. Dopo aver trascinato i blucerchiati in Europa League, bissa le sue prestazioni, anche se la sua stagione migliore sarà l’ultima, in cui concluderà la stagione con 11 gol in 31 presenze. L’ultimo match giocato con i blucerchiati è proprio contro l’Udinese, il suo passato, che però non sembra essere rimasto nel suo cuore. Segna un gol, ma subito dopo venne espulso per un’esultanza provocatoria verso i suoi ex tifosi. In estate viene ceduto al Siviglia, abbandonando dopo cinque anni l’Italia. Tornato in Spagna, però, le sue prestazioni calano e la prima stagione si concluderà con soli 7 gol in 29 partite.

A gennaio del 2019, la Fiorentina torna a credere al colombiano e lo prende in prestito con diritto di riscatto. In sole 19 presenze riesce a segnare 6 gol, quasi quanti quelli fatti l’anno prima al Siviglia. nonostante ciò, i toscani decidono di non riscattarlo, ma ci penserà l’Atalanta a farlo restare in Italia. A 28 anni, finalmente, nel massimo della sua carriera, trova il suo ambiente ideale e nella prima stagione in nerazzurro colleziona ben 18 reti in 34 partite. Insomma, un giocatore importante e che ti fa vincere le partite.

La bellezza di questo attaccante sta proprio nell’essere un jolly. Muriel è capace di stare cinque partite di fila senza segnare, ma nei cinque match successivi da subentrato riuscirebbe a segnare sempre, anche entrando negli ultimi minuti. Il colombiano ha una capacità incredibile di tenere il pallone, oltre che a gestire il tiro dalla distanza e gli inserimenti. Un attaccante completo che ha sempre dimostrato di valere tanto, ma che i problemi di peso lo hanno portato a essere snobbato dalle big d’Europa. Muriel, però, non si è mai dato per vinto e proprio per questo ha deciso di puntare sull’Atalanta, squadra che gioca la Champions League e che ora sembra davvero una grande. Chissà se i 30 anni che festeggerà il 16 aprile lo porteranno a concludere la carriera in una squadra come Juventus, Inter o Milan. In fondo, il suo amore per l’Italia, lo ha già dimostrato.

Leave a Comment

Your email address will not be published.

Start typing and press Enter to search