Milan Skriniar, da partente ad inamovibile il difensore slovacco ritrova la via del gol

Con il gol contro la Roma nell’ultima uscita di Serie A, Milan Skriniar dimostra di essere tornato ad alti livelli dopo una prima stagione altalenante sotto la guida di Antonio Conte. Il difensore slovacco, acquistato dalla Sampdoria nel Luglio 2017 per 34 milioni di euro, è tornato ad imporsi nello scacchiere del tecnico nerazzurro, per la gioia dei tifosi ma anche della società che sembra aver ritrovato una pedina fondamentale da schierare in campo. Alla fine, la fisicità e la tecnica di Škriniar hanno avuto la meglio sulle difficoltà legate all’inserimento nella difesa a tre dall’arrivo del tecnico leccese.

L’esordio nel mondo del calcio per Škriniar arriva a soli diciassette anni, il 27 marzo 2012, nella Superliga slovacca. Lo Žilina lo schiera in campo per novanta minuti e da quel momento il difensore non lascia più il calcio dei grandi, consacrandosi come una giovane promessa che potrebbe esplodere fuori dai confini nazionali. Come ricompensa, arriva anche l’esordio in Europa League, nel 2013, contro il Rijeka. Nelle stagioni seguenti all’esordio Škriniar si fa notare anche per una certa freddezza sotto porta, mettendo a segno sei reti in trentadue gare di Superliga, realizzando anche una doppietta. Proprio questo crescendo di prestazioni e solidità convince Ferrero ad acquistarlo a titolo definitivo, allo scadere della sessione invernale di calciomercato nel 2016, per 1 milione di euro. Alla Sampdoria, dopo un periodo di ambientamento, Škriniar riesce ad esordire nell’aprile dello stesso anno subentrando negli ultimi minuti della partita vinta dai blucerchiati contro la Lazio. Data la giovane età e la necessità di ambientarsi in un campionato completamente diverso e molto più tecnico rispetto a quello slovacco, il difensore metterà a referto soltanto tre presenze, sebbene due di queste da titolare. La consacrazione in Serie A però avviene nella stagione seguente, dove Škriniar gioca ben trentacinque partite diventando un titolare inamovibile nella difesa doriana. Le sue qualità fisiche ne fanno un muro per gli attaccanti che tentano di saltarlo, sebbene l’aggressività rimane un punto debole per il giocatore che collezione qualche cartellino in più del dovuto. Nonostante ciò, i quasi 190cm di altezza ne fanno un giocatore chiave nei calci piazzati e un osso duro da battere in elevazione. Škriniar si impone così nella difesa a quattro come un centrale affidabile, ma che non ha paura di fare incursioni nella metà campo avversaria quando i compagni scendono in copertura. Proprio questa caratteristica ne fa un giocatore completo che viene notato dall’Inter del nuovo tecnico Luciano Spalletti, che lo chiama in nerazzurro nella sessione di calciomercato estiva, il 7 luglio 2017.

La Sampdoria si conferma così una regina delle plusvalenze, dopo aver piazzato il proprio giocatore in un top club di Serie A ed aver acquisito il cartellino di Gianluca Caprari che andrà a vestire la maglia doriana. All’Inter Škriniar esordisce subito ad agosto contro la Fiorentina, confermandosi come titolare fisso e arrivando a segnare il suo primo gol in Serie A contro il Crotone. Al primo anno in nerazzurro nella massima serie italiana è già record per il calciatore slovacco, che disputa tutte e trentotto le partite di campionato senza saltare un minuto e accumulando soltanto due cartellini gialli. Non solo, perché lo Slovacco segna ben quattro reti e fa innamorare i tifosi per la dedizione e la grinta che mette in campo. Per Spalletti, Škriniar diventa il muro su cui fondare un nuovo ciclo e con l’arrivo di De Vrij viene a formarsi una coppia di difensori centrali che si impone come una delle migliori  nel nostro campionato. Anche nella stagione seguente, gli sforzi del giocatore vengono ripagati con l’esordio in Champions League contro il Tottenham di Pochettino. Sebbene nel 2018/2019 il difensore non segni alcun gol, riesce comunque ad imporsi come titolare disputando trentacinque partite.

Con l’arrivo di Antonio Conte e il suo famoso 3-5-2 però, le cose cambiano per Škriniar. Il difensore fa fatica ad adattarsi al nuovo modulo e soffre spesso le incursioni avversarie, mentre l’esplosione di Bastoni e l’arrivo di Godìn cambiano anche le gerarchie all’interno dello spogliatoio. A rendere peggiori le cose per il difensore è anche la duttilità di un altro giocatore nerazzurro, Danilo D’Ambrosio, che va a disporsi con ordine nel trio difensivo in caso di necessità. Nonostante ciò, Škriniar accumula comunque trentadue presenze, sebbene le partite giocate dall’Inter siano molte di più, considerate la semifinale di Coppa Italia, la fase a gironi della Champions e la finale di Europa League, poi persa contro il Siviglia. Una soddisfazione Škriniar  se la toglie comunque, indossando la fascia di capitano contro l’Udinese per l’assenza di Handanovic, ma le difficoltà di adattamento rendono poi nervoso il difensore che accumula il peggior record di cartellini dal suo esordio in Serie A: ben otto gialli e un rosso che costringono Conte a delle rotazioni che lo vedono sfavorito nei confronti dei compagni. A questo punto, la carriera di Škriniar all’Inter sembra essere finita, poiché l’involuzione subita dal calciatore risulta troppo pesante da gestire per una squadra che mira alla vittoria. Da lì, iniziano le speculazioni che lo vedrebbero lontano da Milano: alcuni azzardano addirittura l’ipotesi Real Madrid, ma la svolta arriva quando il difensore viene corteggiato dal Tottenham di Mourinho che vorrebbe piazzarlo di nuovo al centro della difesa a quattro. Nonostante i rumors, con l’addio inaspettato di Godìn che va a Cagliari, Škriniar rimane in nerazzurro e, complici le prestazioni non all’altezza di Kolarov, ritrova la titolarità dopo un periodo di riposo ed adattamento. Questa risalita sembra aver scatenato qualcosa in Škriniar, che torna a far vedere tutte le sue qualità, soprattutto fisiche, tornando ad essere titolare inamovibile insieme ai compagni di reparto De Vrij e Bastoni. L’ennesima conferma del duro lavoro svolto dallo Slovacco arriva con il gol che porta alla vittoria contro l’Hellas Verona, ciliegina sulla torta di una serie di prestazioni che hanno allontanato qualsiasi voce di cessione da parte della società. Il gol del momentaneo pareggio contro la Roma poi, ha portato Škriniar a segnare due reti in sole tredici presenze fin qui, dopo un digiuno durato ben due stagioni. Ora che il difensore sembra aver eretto nuovamente il suo muro, Conte può fare affidamento su una pedina fondamentale per il suo gioco. La società ringrazia e spera che il periodo di involuzione tecnica sia finito. I tifosi gioiscono e sperano che un giorno quel calciatore dal nome particolare (chiamarsi Milan e giocare in nerazzurro sembra quasi uno scherzo del destino) possa portare in alto i colori della propria squadra e perché no, la fascia da capitano.

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